L’Intuitismo

L’Intuitismo è il luogo della coscienza, della nostra coscienza, in questo inizio del XXI secolo così nebuloso. Noi vogliamo tornare all’io, all’essere, a noi stessi. Il soggetto è al centro del nostro viaggio. L’artista è l’essere che è costantemente al centro del proprio progetto, del proprio ideale, dell’armonia contro il caos. È alla ricerca della linea del ritmo della lingua, la propria e quella dell’altro. L’artista intuitista – il poeta, il pittore, lo scultore, il fotografo e lo stesso regista –, dialoga sulla rotta dell’Altrove, senza un programma preciso: il suo solo scopo è quello della riunificazione del mondo, nell’istante del lampo, in ogni istante della vita. È all’ascolto di una voce, quella della poesia che è intorno a lui, dal soggetto all’oggetto, sul cammino dell’eterno. Egli conosce la visione dell’illuminazione. L’Intuitismo è il legame positivo della storia. Noi desideriamo applicare i principi millenari della bellezza contro la dissoluzione del mondo.

Giovanni Dotoli[1] [1] Au-delà de l’instant. Anthologie des poètes intuitistes / Al di là dell’istante. Antologia dei poeti intuitisti, sous la direction de / a cura di Giovanni Dotoli, Mario Selvaggio, Éric Sivry, traduction par / traduzione a cura di Mario Selvaggio, Fasano – Parigi, Schena Editore – Alain Baudry et Cie, «Biblioteca della Ricerca. Écritures n. 5», 2013, p. 15.

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